Cane pubblicitario copia
lunedì, 19 maggio 2008
È un animatic che ho girato solo per divertirmi, con i miei amici.
Ma anche per provocazione. Indovinate un po' se al mio cliente che produce carta igienica questo spot è piaciuto…









Ogni tanto è necessario giocare, no?
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lunedì, 19 maggio 2008
Annoiato e un po' schifato da tanti brutti spot che si vedono in giro oggi, sono andato a rivedere quello che io considero uno dei capolavori assoluti della comunicazione. Parlo di "1984", lo spot con il quale nel gennaio di 24 anni fa la Apple presentò il primo Mac.
Mammamia! A distanza di un quarto di secolo è ancora straordinario, nella sua forza comunicativa…
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giovedì, 10 aprile 2008
Un radioso periodo per la nostra professione. Davvero!
In TV gli spot con frequenza più elevata sono Occhio&lingue di CocaCola e Pinguiniscoreggioni di… oddio non mi ricordo nemmeno la marca di quelle gomme da masticare.
Meno male che i geniali creativi che li hanno partoriti non sono italiani. O almeno spero!
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sabato, 05 aprile 2008
Bravo mondo, che mi hai aspettato!
Mi pare che ci sia tutto… Sì, direi proprio di sì.
E allora, ripartiamo.
Piano, eh! Che non ho ancora tutto il fiato che mi ci vorrebbe…
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mercoledì, 19 marzo 2008
MarchioSenza parole… per lo squallore e la pochezza di idee.
E poi, grande creativo, mi viene da chiederti: con questo elegante lavoro, hai voluto significare che la marca (di abbigliamento giovane) in oggetto, di fatto, lo mette nel culo ai suoi consumatori? Perché non so proprio chi ne sarebbe contento…
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mercoledì, 12 marzo 2008
Pacco

















A volte, il copy riesce a sublimare la sua professionalità nella leggerezza, nella finezza.

O no?
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giovedì, 06 marzo 2008
noviolenza







Ma – secondo voi – ci fa o ci è?
postato da: tommythewho alle ore 20:15 | Permalink | commenti (4)
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giovedì, 21 febbraio 2008
tom1_01



tomford-1
E adesso,
vogliamo parlare
di eleganza
della comunicazione?



perfumeachumino1                                                
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venerdì, 08 febbraio 2008
tomford-2Questa campagna non sarebbe stata più efficace se si fosse visto, almeno un po', il buco del culo? Devo proprio ricordarmi di dirglielo, a Tom Ford!
postato da: tommythewho alle ore 23:27 | Permalink | commenti (5)
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lunedì, 14 gennaio 2008
Dicono, è un sintomo che si sta invecchiando.
Ma chi, io o loro? Perché, se non mi ritrovo più in "questa" pubblicità, non sono sicuro che sono io che sto invecchiando.
È che non mi ci ritrovo proprio che l'unica cosa che conta è il budget, il money, i dané.
Le palanche.

Dicono, fai pure una campagna del cazzo, ma se c'hai le palanche andrà bene lo stesso. Funzionerà lo stesso…
Mah! Mica mi piace, a me, 'sta mentalità palancaia. Ai miei tempi…

Dicono, ma quali sono 'sti tuoi tempi?
Beh, prima del casino che compri gli spazi e poi ci pensiamo a cosa metterci su.
Che, ai miei tempi, la réclame era una cosa seria, e, nel marketing-mix, aveva il suo peso. E funzionava!
Costo contatto, GRP's, copertura, frequenza… Sì, funzionava.
Adesso compri una pagina del Corriere, l'ultima, ci schiaffi la foto del boccettino e ci scrivi sotto CK. E basta! E la Deborah (quella che ha sostituito la signora Maria nelle Omnibus) corre a comprarla…

Dicono che i consumi vanno malissimo, in Italia. Anche quelli del segmento B, il "mezzo lusso". Come il boccettino CK.

Lo dico anch'io. Vuoi vedere che so anche perché?
postato da: tommythewho alle ore 23:44 | Permalink | commenti (6)
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giovedì, 20 dicembre 2007
Poi ci si chiede perché certe aziende hanno più successo di altre, a parità di qualità del prodotto e a parità di prezzo al consumo.

Qui, frego tutti coloro che stanno pensando «Ecco il solito pubblicitario che ci viene a raccontare come, a fare la differenza, sia unicamente la pubblicità!»
Invece, qui propongo la pubblicità unicamente come indicatore del livello della cultura d'impresa interno ad aziende diverse, appartenenti allo stesso settore di produzione.

Non sono stato abbastanza chiaro?

Beh, guardatevi gli spot natalizi di Bauli e Paluani, e capirete cosa intendo dire. Se no, la mia lettura della situazione ve la taglio a fettine sottili sottili la prossima volta…
postato da: tommythewho alle ore 12:50 | Permalink | commenti (2)
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venerdì, 16 novembre 2007
Uno spot più squallido, triste e assolutamente non creativo   dell'ultimo Dolce&Gabbana non l'ho visto mai.
Se il creativo è il medesimo, adesso capisco perché lo stile D&G sia tanto volgare.

Nota per gli eventuali commentatori
improvvidi: ho costruito, negli anni, una solida fama di pubblicitario libero, libertario e non sessista. Ma pubblicitario…
postato da: tommythewho alle ore 00:31 | Permalink | commenti (4)
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giovedì, 18 ottobre 2007
Chi mi conosce lo sa, che Oliviero Toscani non l'ho amato mai. E, anzi, che ho avuto il piacere di beccarlo, quando ebbe a copiare – pedissequamente, per un suo cliente diretto – una campagna realizzata alcuni anni prima (aggravante: creatività nostra, foto di Toscani!) dall'agenzia dove allora lavoravo anch'io.
Piacere costato al suo cliente qualche centinaio di milioni di lire…

Ma la sua campagna contro l'anoressia è davvero grande. Sì, grande!
postato da: tommythewho alle ore 22:26 | Permalink | commenti (10)
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lunedì, 01 ottobre 2007
Sì, dopo aver parlato dei "clienti", parliamo dei "creativi" (tutto tra virgolette, neh!).
Mettiamo che un creativo debba fare un progetto legato a un vino di Verona, mettiamo che non conosca il target di riferimento del prodotto per il quale deve lavorare («target? che roba è? non serve a un cazzo!») e che non abbia idee.
Fino a che, nel momento del massimo impegno, non gli sovviene un sillogismo straordinario:

Verona città dell'amore, amore per il vino → Verona e vino sono amore

E cos'è l'amore a Verona se non la storia di Giulietta e Romeo? Perfetto, facciamo uno spot con qualche Montecchi e qualche Capuleti che sbevazzano attorno a un tavolo, in una location contemporanea…

Non so se l'dea sia più penosa o ignorante. Nel senso che ignora la storia tragica dei due ragazzi raccontata da William Shakespeare. Che, per la sua conclusione, induce proprio a non portare un calice alla bocca.
Sì, è vero, ma i consumatori di questo vino – mi si obietterà – non sono persone così colte, non conoscono bene la storia di Giulietta e Romeo.
Target popolare, dunque? Che non avrà letto WS ma forse avrà visto l'opera popolare di Cocciante… E poi, questo target popolare, li ha i quattrini per acquistare una bottiglia di vino mediamente più costosa di un 30% rispetto un prodotto concorrente?

Idea penosa e ignorante. E provinciale.
Ma dai, signor creativo, davvero non sei riuscito a trovare un'idea meno penosa, ignorante e provinciale per sollecitare la responsabile degli acquisti della classe media italiana (sono stato buono, ad abbassare così tanto il target!) a provare un vino che presenta caratteristiche organolettiche straordinarie? Verona e la sua terra, la sua storia e la sua cultura sono ridotte solo a Gliulietta e Romeo per te? L'unica Verona che conosci è quella di una favola, peraltro bellissima, inventata da WS, di un balcone apposto in una via centrale di Verona negli anni '30, di una mangiatoia spacciata per tomba sempre a uso e consumo dei turisti più gonzi?
Tutto questo in un paese che detiene e offre agli occhi e alla mente dei suoi visitatori il 94% delle opere d'arte "vere" di tutto il mondo… Oppure pensi che il vino Soave sia falso come la storia di Giulietta e Romeo, il balcone e la mangiatoia?
Mammamia, non so se sia peggio il Cliente (vedi post precedente) o il pubblicitario. E poi ci chiediamo perché la via italiana alla pubblicità sia la più sfigata del mondo!


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giovedì, 27 settembre 2007

Se questi sono i "clienti" (leggetevi il comunicato stampa qui sotto), adesso si capisce bene perché la pubblicità italiana sia la più sfigata nel mondo… E perché lo spot del vino Soave sia quanto di più squallido e provinciale abbiamo visto negli ultimi 15 anni.

Ma ne parleremo ancora.

mercoledì 18 luglio 2007

UNA PUBBLICITA' SO...SO...SO...SOAVE!

Non siamo diventati balbuzienti, questo è solo lo slogan di una delle 8 pubblicità che sono state analizzate qui in consorzio la settimana scorsa da un'esperta giuria di .... casalinghe! Ebbene si, niente giornalisti, niente enologi, niente produttori, abbiamo preferito mostrare le bozze di una pubblicità che andrà in onda dal prossimo autunno sulle reti nazionali a coloro il cui giudizio nel mercato conta veramente! 8 sono stati quindi gli spot presentati, prodotti da diverse agenzie pubblicitarie che hanno risposto al bando lanciato dal Consorzio qualche mese fa. Alcune solo abbozzate, altre già più complete, tutte originali! Da pergole, a racconti di vita quotidiana, a favole, ne abbiamo viste di tutti i colori! Le nostre giurate hanno compilato con dedizione ed entusiasmo le apposite schede di valutazione su ogni spot. Volete sapere quale ha vinto? Mi dispiace, dovrete aspettare autunno, è stata una bella sfida e tutt'ora siamo ancora un pò indecisi...Vinca il migliore!
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venerdì, 21 settembre 2007
Fiat ha sempre una comunicazione molto curata e intelligente. Anche quando è low cost, come l'ultimo spot dedicato alla Punto Turbo. Senza location dispendiose, girato a Torino tra il Lingotto, Piazza San Carlo e Via Roma, ha un buon ritmo ed è sostanzialmente gradevole e memorizzabile. Senza mostri che si trasformano in auto, o automobili che saltano in aria.
postato da: tommythewho alle ore 14:53 | Permalink | commenti
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sabato, 15 settembre 2007
Finalmente una campagna di alto livello creativo.
Mi riferisco ai nuovi episodi della campagna Alice di Telecom Italia, ideati da Leo Burnett, con Diego Abatantuono e Elena Sofia Ricci. Gli attori fanno gli "attori" – e non i testimoni! – in spot freschi e divertenti, carichi di ironia. A mio parere, questa è la via italiana alla comunicazione. Che, così, non ha nulla di invidiare a quella di matrice anglosassone.
Fate un confronto con la campagna di una compagnia telefonica concorrente, Wind mi sembra, dove l'immarcescibile Mike Bongiorno e Fiorello fanno la parte, rispettivamente di…
Mike Bongiorno e Fiorello! Triste, non è vero?
A proposito di compagnie telefoniche: un figurone, quello di Vodafone, come partner di Mclaren! Se ce n'era bisogno, si dimostra che la sponsorizzazione è un'attività di comunicazione estremamente delicata…
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martedì, 28 agosto 2007
Dopo un'estate un po' noiosa, dovrei ricominciare a parlare di pubblicità. Confesso di non avere molti spunti, per essere stato un po' lontano, in queste settimane, dal mio lavoro di sempre. Vorrei poter contare un po'su quanti mi leggono, sempre molto numerosi ogni giorno, ma non molto loquaci.
Suvvia, ragazzi, fatevi sentire…
postato da: tommythewho alle ore 00:29 | Permalink | commenti (2)
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giovedì, 02 agosto 2007
Lo spot Ferrarelle in onda in questi giorni mi ha fatto riflettere. E pensare che quando l'idea non c'è, si fanno cose veramente brutte. C'era proprio bisogno di scomodare un feto ancora nella sua placenta, e farlo ballare grazie a un'improbabile animazione, per dire che l'acqua Ferrarelle è migliore delle altre?
postato da: tommythewho alle ore 15:33 | Permalink | commenti (1)
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sabato, 28 luglio 2007
La cosa più triste è che anche una brutta campagna pubblicitaria riesce, spesso, a far aumentare le vendite – che ne so – di un pessimo formaggino. Invece…
Invece, da anni, vediamo splendide campagne ideate e veicolate contro l'abbandono estivo degli animali. Come quest'ultima, "Per sempre insieme". Bellissima!
Ma funziona poco, come tutte le estati.
L'uomo è proprio un essere schifoso, se tiene i formaggini e abbandona gli animali.
postato da: tommythewho alle ore 02:02 | Permalink | commenti
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